Recensioni in breve.

giovedì 29 novembre 2018

sabato 10 novembre 2018

Recensione de' Il dono del Reietto a cura di Vincenzo Romano.

Eccoci al libro di oggi: Il dono del reietto, di Mario Micolucci
E se l'eroe non fosse un principe alto e prestante? o un giovane predestinato a un luminoso avvenire?
Mario Micolucci guarda le cose da un altro punto di vista, parte da un luogo poco esplorato dalla maggior parte degli autori fantasy, lontano da castelli, torri e grandi destini.
Nel grigio fetore di una palude è Djeek il goblin a dare vita a una catena di eventi che ci condurranno per mano nel vasto mondo presentato ne "Il dono del reietto"
TRAMA (possibile spoiler moderato, se non lo vuoi saltalo pure)
Djeek è l'antieroe o l'eroe? Disprezzato dai suoi stessi simili vaga per la palude alla ricerca di cibo per il clan, si imbatte in uno scontro nel quale si guarda bene dall'intervenire, ma da cui recupera un oggetto che determinerà l'inizio delle sue avventure, ribaltando la sua opinione di sè.
Il finale non è di immediata intuizione, io non amo i finali troppo "finiti" e questo un po' lo è, sebbene ci sia più di un aggancio per future narrazioni.
AMBIENTAZIONE
Mondo fantastico ben articolato, soprattutto nella costruzione della società degli umani, curato il pantheon e la cosmogoina, il mondo è un'arena in cui gli dei si sfidano a diversi livelli nel corso dei secoli, i popoli che lo abitano hanno imparato a convivere e in alcune occasioni a trarre vantaggio dai Doni che gli dei hanno lasciato.
Interessante la scelta dei nomi, aderenti al concetto quindi facili da ricordare, ma sufficientemente alterati da non essere fuori contesto (es: Limpia dea della purezza, Acusta dea dei musici...)
STILE
Presentare un mondo tanto originale quanto complesso richiede notevole maestria, le informazioni sono fornite con l'espediente dei personaggi che ne discutono (in linea di massima coerentemente con il loro carattere, uno in particolare trae gran piacere dall'impartire "lezioni" quindi rappresenta un validissimo aiuto per l'autore). Nel complesso non l'ho trovato eccessivo.
Sull'immersività l'autore può fare ancora qualcosa in più, la precisione di alcune scene (in particolare i combattimenti) soffre un po' della complessità delle manovre descritte e non c'è mai chiara identificazione con un unico personaggio per volta, la telecamera inquadra quasi sempre un campo medio.
Il registro linguistico è molto caratterizzante, diversi personaggi adoperano termini e locuzioni che "gli danno una voce propria", si impara a riconoscerli e questo è un bene.
Pochi, pochissimi refusi nell'intero testo, che segnalerò all'autore perchè li corregga, ma si tratta di sviste e non di errori.
PERSONAGGI
Sono tanti (e già qui plauso), la vicenda è equilibrata e il "gruppo" di ispirazione dungeons& dragons ha una sua credibilità. Un po' meno il team degli antagonisti, la cui eterogeneità viene spiegata soltanto alla fine.
Anche i comprimari sono ben caratterizzati.
Bene la scelta dei nomi, si ricordano e si associano con facilità a quasi tutti.
CONCLUSIONE
È una avventura fantasy fuori dagli schemi, trama solida e coerente, scelte stilistiche che possono essere o meno apprezzate da chi legge ma testimoniano una precisa volontà dell'autore.
Il romanzo mi ha regalato una esperienza piacevole e quindi lo consiglio senza indugio.

domenica 16 settembre 2018

Recensione per Il Dono del Reietto su Scrittoriindipendenti.



Prima di leggere quest’opera non sapevo quasi nulla dei Goblin, adesso potrei tenere un corso universitario sull'argomento. Pensavo che fossero dei tipi trucidi ma, a dire il vero, sono solo dei gran rozzi. 
Nel vivaio, dove vengono educati i cuccioli, non è permesso mostrare emozioni o sentimenti; soltanto la crudeltà è premiata come pure la furbizia. Chi sa, forse la società dei Goblin non è poi tanto lontana da noi! 
Djeek, il protagonista è descritto davvero bene nella sua evoluzione. Anche a chi legge sembra di vivere le sue amarezze, le forti umiliazioni a cui presto si era dovuto abituare. Tra le file dei suoi simili la sua brillante intelligenza non è una dote ma qualcosa da estirpare con violenza. 
Visto cosi, il libro può essere letto come un percorso ascetico in cui Djeek, lentamente, riesce a scoprire quali siano le sue qualità imparando ad avere stima di sé ed apprezzare ciò che stava diventando. Ma la storia non appare affatto compiuta.
Le descrizioni sono il punto forte di questo libro. Il mondo che l'autore sa creare è maestoso e complesso e meriterebbe ulteriore sviluppo. Ogni personaggio è esponente di una diversa cultura e ne porta in sé gli stereotipi. 
Vi sono tanti Dei che usano quel mondo soltanto per divertirsi. Non hanno certo a cuore la sorte della gente che lo abita. Una folla di personaggi danza per le sue vie, le loro personalità e le storie che li riguardano sono ben scritte e si intrecciano in modo magistrale. Tuttavia, questa storia è troppo grande per il suo troppo piccolo protagonista che ne rappresenta soltanto un minuscolo tassellino. Forse un giorno ciò che Djeek scopre di poter fare avrà una maggiore influenza su tutto il suo mondo? Il tutto meriterebbe un seguito! 
Questo romanzo è scritto come supporto per un gioco di ruolo, che porta lo stesso nome, del quale non sono riuscita a sapere altro. Non sono in grado di dire se ciò richieda delle speciali accortezze. 
La struttura del racconto è assai particolare: in cima ad ogni capitolo vengono date delle informazioni che sono difficilmente inseribili nella trama del racconto stesso. Una  vena di comicità si snoda attraverso i dialoghi che contribuiscono a creare un'atmosfera surreale che rende tutto tra il serio e il faceto. Voto finale 6,5

Carla Ioppolo

sabato 4 agosto 2018

Nuova recensione di Dannato Malloppo! a cura di Andrea R Ciavarella.

Il mio consiglio è di leggere Dannato Malloppo! Un western che richiama le atmosfere dei film classici ma che riesce a rinnovare e sorprendere. Ogni personaggio viene rappresentato e dipinto con saggezza da un autore veramente capace, ogni evento della trama è inaspettato e corre verso un finale che lascia a bocca aperta.
La comicità è molto evidente e forte, rendendo alcune scene indimenticabili.
Signori, stiamo parlando di Mario Micolucci!


Nuova recensione di Dannato Malloppo! a cura di Corrado Pastore.

Arrivata un'altra recensione positiva.

Blog: Ecco il link alla recensione.

Pagina FB: Leggere libri, leggere liberi



mercoledì 13 giugno 2018

Nuova recensione per Dannato Malloppo! sul blog The Mantovanis.

"Dannato Malloppo!" di Mario Micolucci è un romanzo insolito, di genere western, chiaramente ispirato ai vecchi film italiani denominati "spaghetti western".
Normalmente libri di questo tipo (nonché film) non sono proprio il mio genere, ma avevo ricevuto questo ebook dopo la serata autore di Mario Micolucci alla quale avevo partecipato poiché avevo letto l'altro suo libro, "Il dono del reietto", un romanzo fantasy. Avendo trovato molto originale il libro di questo autore mi sono cimentata in questo genere insolito e devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita dalla sua originalità: all'inizio ho trovato la trama ricca di rimandi e omaggi ai vecchi western, persino dei cliché.
Il giovane Finn, chiamato da tutti dispregiativamente Donnola, vive accanto al padre, Hugg Badfinger, una figura orribile, burbera, volgare e violenta, legata molto più alla sua arma da fuoco che al figlio: le loro vite cambiano completamente quando si ritrovano un "malloppo" particolare, sottratto uccidendo un ranger. L'avidità e il desiderio di fare molti soldi li trascineranno in un'avventura violenta, "sporca" come la polvere in cui arrancano e come i villaggi che vengono raccontati, colmi di brutalità e di squallore. I personaggi femminili sembrano un mero contorno, presentati solo dagli occhi di maschi come oggetti del desiderio, trofei da vincere a qualcun altro; le vite umane un qualcosa di tranquillamente sacrificabile in vista del facile guadagno atteso.
Come accaduto però ne "Il dono del reietto", l'autore ribalta tutti gli stereotipi nel finale, strappando alla fine un sorriso per il colpo di scena e, tutto sommato, lasciando addosso al lettore un poetico senso di giustizia.
Il genere è difficile da trattare, molto di nicchia e veramente molto insolito, cosa che però alla fine ho apprezzato: spesso ho la sensazione di leggere "cose già viste", qui invece, ancora una volta, sono rimasta sorpresa. La forma è ancora molto da rivedere: la punteggiatura a volte è usata imprecisamente (virgole messe tra soggetto e verbo) e le È sono spesso E', ma nulla che non possa essere corretto e, forse, snellito successivamente.
Lo consiglio a chi cerca qualcosa di singolare e agli amanti del genere western.
Link al blog: https://themantovanis.wordpress.com/…/recensione-di-dannato…

Ecco il link alla pagina del blog:
The Mantovanis

giovedì 10 maggio 2018

giovedì 11 gennaio 2018

Il Pozzo. Primo capitolo.

Sto lavorando su un nuovo romanzo. Un fantasy cupo, cinico, claustrofobico e inquietante. Il protagonista è odioso e il mondo che lo circonda, ancora di più. E' ambientato in una mastodontica cava prigione, detta il Pozzo, dove chi gestisce il montacarichi ha potere assoluto. Il Pozzo è l'unica miniera al mondo da cui si estrae il latetentio, un minerale dalle proprietà prodigiose. Sulla superficie è molto più prezioso dell'oro, ma i minatori sono costretti a scambiarlo con semplici generi di sussistenza. Anche se è tutto ambientato nelle viscere della terra, il design dei personaggi e dei luoghi è di gusto marinaresco, poiché i prigionieri sono quasi tutti provenienti dal regno insulare in cui il Pozzo è collocato. Per chi è abituato alla pacatezza verbale delle altre mie opere, lo stile carico e colorito risulterà nuovo. Insomma, di tanto in tanto, c'è qualche termine "poco elegante", spero di non essere scaduto nel turpiloquio. A ogni modo, ditemi la vostra anche su questo aspetto.

Vi propongo la lettura del primo capitolo.

leggi il primo capitolo


lunedì 1 gennaio 2018

Video-recensione di Dannato Malloppo!

Questa videorecensione, appena ricevuta, è il modo migliore per iniziare il nuovo anno. Dateci un'occhiata, dura poco.

BUON ANNO!

Lo staff de' Il Dono del Reietto vi Augura un Felice Anno Nuovo!

martedì 14 novembre 2017

Booktrailer de' Il Dono del Reietto.

Con questo booktrailer, ho voluto un po' scherzare con i miei personaggi. Sopratutto chi ha letto il libro li riconoscerà e avrà di che sbellicarsi...


martedì 7 novembre 2017

Il Dono del reietto. Recensione a 5 stelle su Amazon by Francesco Lombardelli. Inoltre, videorecensione e intervista.

Un protagonista goblin che non ispira fiducia a nessunodei suoi compagni, ma che sa darsi da fare ... nel far ridere il lettore in ben più di un'occasione.
La trama è volutamente semplice, l'unica pecca sta nel dare troppe informazioni nella parte iniziale, tanto da farle sembrare "indigeste" per chi non è avvezzo al genere.
Per quanto la chiave del libro sia da leggere nella sua semplicità e comicità, ci troviamo di fronte a un'opera ben più complessa dove spesso e volentieri i personaggi mettono il lettore davanti a dei quesiti importanti riguardanti la vita quotidiana, primo fra tutti "che fari io al posto di questi tizi?"
Un libro leggere che tende la mano a temi quali la comprensione del diverso, l'accettazione sociale e l'utilità di ogni individuo per le azioni che compie nell'arco della sua vita.
Un bellissimo libro!





E qui sotto, c'é il il link alla videorecensione sempre a cura di Francesco Lombardelli. C'è anche l'intervista che mi ha fatto.

https://youtu.be/6Yyymo5-3sw

sabato 4 novembre 2017

Nuova copertina per Il Dono del Reietto: ritocchi.

Il lettering non piaceva. I toni troppo scuri potevano compromettere la qualità della stampa. Urgevano ritocchi.

giovedì 2 novembre 2017

Recensione de Il Dono del Reietto a cura di Opinioni Librose.

 Eccone un estratto.

Come specificato all’inizio della recensione ci troviamo davanti a un romanzo “molto originale” per vari elementi.
Pur avendo la struttura classica del fantasy (fughe, ambientazione, descrizione dei personaggi) nello stesso tempo è innovativo: in alcuni passaggi ricorda molto i giochi di ruolo, i fumetti.
Non mancano momenti di umorismo che durante la lettura fanno sorridere e rendono il romanzo più leggero.
La narrazione ha uno schema particolare: pur essendo scritto   in terza persona,  il punto di vista di ciò che accade e delle descrizioni è in prima persona e, essendoci diversi narratori,   la lettura è più accattivante e non annoia. Sembra addirittura un libro scritto a più mani.
Anche la descrizione dei personaggi l'ho trovata molto curata e capace di far immaginare al lettore l'aspetto fisico e caratteriale dei vari soggetti che, di volta in volta , si incontrano all'interno della storia. Sono tutti ben delineati tanto che si riescono a cogliere tutte le sfaccettature.
Il linguaggio usato dall'autore mette in luce la sua preparazione: l'ho trovato ricercato, ma allo stesso tempo, la lettura è scorrevole e priva di errori.
Il mio giudizio sull' opera è positivo.
Consiglio questo libro a chi voglia leggere un fantasy fuori dal coro.

Vai alla recensione completa.

domenica 22 ottobre 2017

domenica 24 settembre 2017

venerdì 22 settembre 2017

Dannato Malloppo!: il contesto storico.

Washington, aprile 1854. Il Senato degli Stati Uniti d'America ratifica l'acquisizione dal Messico delle novecentottanta miglia quadrate acquistate tramite l'intermediazione del Ministro Plenipotenziario James Gadsen il 24 giugno 1853. I nuovi territori sono evidentemente di matrice latino-americana, oltre che selvaggi e inospitali: sono, infatti, tangibili le sacche di resistenza da parte delle tribù native dei Pueblo, dei Navajo e degli Apache. Nonostante ciò, costituiscono la nuova frontiera, un'opportunità per molti: per chi vuole farne un nuovo corridoio per scambi commerciali, per i costruttori di grandi infrastrutture, per i coloni, per gli uomini di affari... e per quelli di malaffare.
Dannato Malloppo! È un romanzo ambientato in quei luoghi e in quel periodo. Quindi, negli anni successivi alla Guerra del Messico e antecedenti quella di Secessione. Un'epoca stimolante in quanto foriera di tanti cambiamenti che avrebbero mutato per sempre la fisionomia politico-sociale degli Stati Uniti. Si cominciava a parlare di progresso, il cui simbolo principale era via ferrata. Emergevano i primi segnali delle problematiche sociali legate all'inevitabile processo che, nel corso dei decenni a seguire, avrebbe portato alla costituzione di una vera società multietnica; mentre, in numerosi ambienti colti, e non solo, lo schiavismo veniva messo in discussione. Dal punto di vista tecnologico, la retrocarica, che ha spadroneggiato nelle produzioni cinematografiche, non era ancora diffusa a livello commerciale, anche se già esistente; mentre tra gli esplosivi alternativi alla polvere da sparo, l'avvento della nitroglicerina era lungi dal divenire.

Insomma, un selvaggio West... particolarmente selvaggio.
Nelle illustrazioni James Gadsen e i territori dell'acquisto Gadsen.
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domenica 17 settembre 2017

Dannato Malloppo!: approfondimento storico.


Alcune scene del romanzo sono ambientate a Mexican Springs nel 1856. Non si tratta di un luogo fittizio ma di un villaggio che è veramente esistito. Sito nella Contea di Hindalgo, a sud ovest del New Mexico, è ora un villaggio fantasma, spesso meta di turisti.
Il luogo è caratterizzato dalla presenza di una polla d'acqua che favorì l'insediamento di una tribù di Apache, successivamente furono i messicani a colonizzare quel luogo. Dopo l'acquisto Gadsen, il sito entrò a far parte del Territorio del New Mexico e nel 1858 divenne operativa una stazione di ristoro lungo la linea tra St. Luis e S. Francisco. La Guerra di Secessione interruppe il servizio e Mexican Springs divenne un forte delle truppe dell'Unione. Al termine del conflitto, John Eversen in rappresentanza della National Mail and Transportation Company ripristinò il servizio di stazione di ristoro e vi stabilì un centro di smistamento della posta. Contestualmente, il nome del sito fu cambiato in Grant, in onore del Generale dell'Unione. Nelle vicine Pyramids Mountains furono trovate diverse pepite d'argento. Pertanto, fiutando l'affare, William C. Ralston, fondatore della Bank of California, acquisì quei territori e il sito cambiò nuovamente nome in Ralston City. Per l'arrivo dei minatori la popolazione ebbe un incremento esponenziale fino ad arrivare ai tremila abitanti. Purtroppo, la resa delle miniere fu molto al di sotto delle aspettative, così Ralston indirizzò i suoi investimenti altrove. Di conseguenze Ralston City si spopolò quasi completamente. Nel 1870, la Shakespeare Mining Company fece degli investimenti sul sito e diede nuova linfa alle attività di estrazione. La città assunse il nome di Shakespeare. Nel 1929 le miniere furono definitivamente abbandonate e il paese divenne deserto. Ora, la città fantasma di Shakespeare appartiene a un ranch privato. In essa permangono la Butterfield Station – Grant's House costruita nel 1858, il Grant Saloon, lo Stafford Hotel, la Old Mail Station, il General Merchandise, il Powder Magazine, il Mine Superintender House e soprattutto il suggestivo cimitero. Sebbene, le sepolture con iscrizioni siano successive al 1870, il camposanto esiste sin dai primi anni cinquanta: così, nel capitolo Anime senza un nome, l'ho immaginato spoglio e con lapidi anonime.



martedì 15 agosto 2017

Pagina facebook pubblica di Mario Micolucci autore.

Ho aperto la pagina facebook pubblica. Al suo interno, si può anche accedere a gruppo per discutere dei miei libri o argomenti correlati. Se volete sostenermi nelle mie attività di autore, visitatela e cliccate su "mi piace".
https://www.facebook.com/Mario.Micolucci.scrittore/

sabato 8 luglio 2017

Ecco la copertina.

Per il testo ho scelto un carattere simile a quello dei manifesti Wanted, optando per lo stile più scarno possibile. Ho qualche dubbio sulla leggibilità, ma penso che non lo cambierò o, perlomeno, non di molto. Ho leggermente modificato le proporzioni e portato più verso il rosso il colore del cielo. Non sono sicuro se spostare il titolo mezzo centimetro più in basso.
Commentate per eventuali consigli.

lunedì 3 luglio 2017

L'ho finito!

Ho appena finito di scrivere DANNATO MALLOPPO!
Ora mi attendono la fase di editing e tutte le altre operazioni necessarie a fornire un buon prodotto finale. Vi annuncio che è mia intenzione pubblicarlo da subito sia in versione e-book che cartacea. Bentornato western all'italiana!

sabato 13 agosto 2016

Seconda parte del mio articolo sull'influenza della mitologia ebraica nelle ambientazioni fantasy.

Sul blog letterario Letture Fantastiche è stata appena pubblicata la seconda parte di un mio articolo che indaga su come la mitologia ebraica abbia influenzato l'universo dei fantasy. Qualora foste interessati all'argomento vi fornisco i link:


http://www.letturefantastiche.com/influenza_della_mitologia_ebraica_nelle_ambientazioni_fantasy_2.html

Qui la notizia sui social per eventuali condivisioni:

https://www.facebook.com/LettureFantastiche/posts/1081361261955255

https://twitter.com/fantaletture/status/764076317402726400

martedì 31 maggio 2016

"Dannato Malloppo!" Ecco il primo capitolo.


"Dannato Malloppo!" il mio nuovo romanzo western è a buon punto. In attesa che sia pronto, vi propongo la lettura del primo capitolo. L'immagine sarà il tema della copertina.

DANNATO MALLOPPO! Capitolo I


Commentate su questo post per eventuali domande, osservazioni e suggerimenti.



domenica 29 maggio 2016

Articolo sull'influenza della mitologia ebraica sulle ambientazioni fantasy.

Sul blog letterario Letture Fantastiche è stato appena pubblicata la prima parte di un mio articolo che indaga su come la mitologia ebraica abbia influenzato l'universo dei fantasy. Qualora foste interessati all'argomento vi fornisco il link:

http://www.letturefantastiche.com/influenza_della_mitologia_ebraica_nelle_ambientazioni_fantasy_1.html

 Seguono i collegamenti sui social:
https://www.facebook.com/LettureFantastiche/posts/1031498543608194

https://twitter.com/fantaletture/status/736897926295916545


Potete commentare su questo post per esprimere eventuali domande sul tema. Sarò lieto di rispondervi nei limiti delle mie possibilità e delle mie conoscenze.

venerdì 11 marzo 2016

Il Dono del Reietto: recensione del sito L'Amica dei Libril

Ecco alcuni stralci della recensione:

Il romanzo è pieno di immaginazione, molto fantasioso, l’ho trovato estremamente visionario ma senza eccedere. Una meraviglia di bellezza e terrore che l’autore esprime al meglio delle sue possibilità, uno scenario terrificante dove c’è un’atmosfera molto spesso putrida e cupa, oscura fino alle ossa. Fughe, nuove amicizie e soprattutto maledizioni che rappresentano al meglio il gioco strambo ma intrigante tra magia, intrugli, rituali, incantesimi e dannazioni. 

Il viaggio continuo e instancabile rimane il simbolo incontrastato del fantasy e le descrizioni che lo accompagnano, la cura e la preparazione che si evincono attraverso la messa a punto di una storia così articolata ma perfetta, saltano all’occhio man mano che si procede nella lettura. 

Magia, poesia, incanto e una buonissima padronanza della lingua italiana che rendono il tutto come un fantasioso incanto narrativo. Lo stile è asciutto, fluido, consapevole, una scrittura navigata, corretta, appropriata, matura che mette in scena la certezza dell’autore del proprio bagaglio culturale ed interpretativo. 


Ecco il link per leggere la recensione completa:

Recensione di Antonietta Mirra sul sito specializzato L'amica dei libri




mercoledì 2 marzo 2016

Il Seme dell'Arcobaleno: estratto del prologo.

Vi do in lettura un assaggio del secondo libro del ciclo I Registri dell'Arena: Il Seme del Reietto. Vi consiglio di leggerlo, solo se avete già terminato il primo libro: questo, se non volete incappare in spoiler.

Estratto Prologo.

mercoledì 24 febbraio 2016

Il Seme dell'Arcobaleno.

Oggi, ho iniziato a scrivere il secondo romanzo del ciclo I Registri dell'Arena. Ora che, grazie al Dono del Reietto, ho introdotto il grosso dell'ambientazione, il nuovo Capitolo, avrà un ritmo un po' più incalzante: sempre, nel rispetto del mio stile che non ama affannarsi troppo. Il Seme dell'Arcobaleno è il suo titolo provvisorio. Probabilmente, vi darò in lettura il prologo, o parte di esso: odio gli spoiler e ciò mi rende un po' riluttante, visto che l'inizio del secondo libro ne palesa alcuni sull'epilogo del primo.

giovedì 18 febbraio 2016

Il Dono del Reietto.

Parliamo del primo romanzo del ciclo I Registri dell'Arena. 
Ho pensato questo post per coloro che hanno trovato la sinossi, in stile trailer per film comici, un po' troppo vaga sui contenuti del libro. 
Allora, per quanto riguarda la macro-ambientazione, rimando al post dedicato. Le vicende del romanzo si svolgono, se si escludono i flashback, nel Regno di Faunna la cui mappa è stata caricata su questo sito. La storia si dipana circa undicimilacinquecento anni dopo la prima registrazione, in un contesto di stabilità complessiva. Tale stabilità è rappresentata dalla presenza di solidi imperi tra cui, appunto, quello prevalentemente umano di Arsantis nel quale Faunna è situata, un impero che domina la parte occidentale del grande continente di Auriah.
Alcune razze, un tempo gloroiose, sono relegate in piccole aree ben circuite o in continenti remoti e i loro rappresentanti sono visti come minoranze, nel migliore dei casi, fastidiose. Tra queste, vi è la stirpe dei goblin, ormai, isolata nella Grande Palude che, di fatto, non è altro che una riserva.
La trama si snoda in un periodo che sembra essere d'avvento al verificarsi di eventi che sconvolgeranno per sempre gli equilibri di Xantis. Essa coinvolge e contrappone personaggi che, in un senso o nell'altro, avranno un ruolo importante in ciò che avverrà.
L'aspetto più esotico dell'ambientazione sta nel fatto che spesso citi, sotto falsa identità, tormentoni e stereotipi della nostra società occidentale.  
Veniamo allo stile narrativo. La prosa ricalca gli stilemi di una sceneggiatura: quindi, nella maggior parte dei casi, ho lasciato che i dialoghi prendessero il posto del narratore nello spiegare le vicende e gli aspetti più svariati del mondo. La trama è, tutto sommato, lineare, ma è presentata attraverso una visione multiprospettica. Quindi, pur essendo la prosa in terza persona, il punto di vista è in prima persona. Il romanzo è presentato come una raccolta di registrazioni da parte dei Dharta che, dall'alto della Luna Clessidra, hanno il compito di osservare e trasporre tutti gli eventi della Contesa. Pertanto, estratti firmati da Dharta diversi hanno prospettive diverse e stili narrativi leggermente differenti. Chiarisco. Ad esempio, il Dharta che narra delle vicende del protagonista, essendo addetto alla registrazione di ciò che avviene in un asilo per giovani goblin, ama approfondire gli aspetti sociali, pedagogici e psicologici e lo fa con uno stile leggero; quello che segue l'operato di Giro, essendo abituato a narrare di cavian, popolo attento alle vicende e alla conoscenza di oggetti e reliquie preziose, soffermerà maggiormente la sua attenzione su questi aspetti: lo stile sarà, a tratti, pedante come quello di una lezione di storia.
Ma, allora, perché la sinossi è ironica? Lo è perché anticipa un'altra caratteristica dello stile narrativo, cioè quella di scimmiottare i manga nei quali cadute di stile e situazioni comiche sono sempre dietro l'angolo, persino nelle grandi imprese. I caratteri distintivi dei personaggi, inoltre, risultano oltremodo enfatizzati così come avviene nei fumetti, ma anche in molte serie televisive. Per buona pace dei linguisti, sono presenti alcune (poche) onomatopee, utili ad avvicinare l'esperienza di lettura a quella di un fumetto.

Acquista Il Dono del reietto su Amazon.

sabato 13 febbraio 2016

I Registri dell'Arena, il sistema magico. Magia runica vs magia elementale

ATTENZIONE! PERICOLO SPOILER!
Generalità sul funzionamento.
L’elementalismo permette all’incantatore di immagazzinare una delle energie legate ai cinque elementi (acqua, terra, aria, fuoco-gelo e magicka) nel proprio corpo, manipolarle ed espellerle. L’atto si compone di due fasi: l’accumulo e il rilascio.
La magia runica permette di manipolare i fenomeni naturali legati a qualsiasi elemento pronunciando delle rune. Esse sono comandi vocali che agiscono sul tessuto stesso di Magicka su cui è sovrastrutturato il mondo di Xantis. La manipolazione delle energie elementali avviene direttamente e senza essere accumulata nel corpo dell’incantatore.
Rapidità di esecuzione.
La fase di accumulo può essere anche molto lunga, pertanto, la magia runica è più rapida perché necessita del solo tempo di pronuncia delle rune. Tuttavia, se un elementalista ha già accumulato ed è pronto al rilascio, la situazione si ribalta.
Potenza.
La potenza massima di un incantesimo runico è fissa ed è legata al comando stesso: può, comunque, essere aumentata con oggetti amplificatori o con i reagenti.
La potenza massima di un incantesimo elementale è legata a quanto l’incantatore riesca ad accumulare. Un oggetto catalizzatore coadiuva il mago permettendogli di immagazzinare più energia elementale aumentando di conseguenza anche la potenza dell’incantesimo.
Affaticamento.
I comandi runici utilizzano le piccole quantità di magicka (nella sua forma più nobile di vettore di informazioni) che si annidano spontaneamente nelle menti senzienti e con particolare intensità in quelle dotate di maggiore intelletto. L'uso prolungato di comandi affatica la mente del mago che necessiterà di dormire per ripristinare il suo naturale equilibrio. Esistono anche pozioni che permettono il ripristino delle energie mentali, ma che, essendo a base di sostanze psicotrope, possono avere effetti collaterali.
La pratica dell'elementalismo comporta l'accumulo di notevoli energie nel corpo dell'incantatore spossandolo fisicamente. Inoltre, il processo di accumulo trae energie anche dal corpo del mago stesso, stancandolo ulteriormente: questo inconveniente può essere ridotto raffinando la tecnica.
Rischi.
Le rune sono parole di comando che vanno pronunciate con perizia dal mago che, nel contempo, deve creare un'immagine mentale dettagliata di ciò che vuole ottenere. Basta una minima imperfezione affinché l'incantesimo fallisca. In tal caso, nella maggior parte delle evenienze, non avviene nulla, ma, a volte, si attivano effetti indesiderati anche letali.
Il rischio principale per chi pratica l'elementalismo consiste nello spingersi ad accumulare più di quanto il fisico possa sostenere, decretando la morte. Ciò, non sempre avviene per spregiudicatezza dell'incantatore, a volte, se quest'ultimo non è abbastanza esperto, potrebbe sprofondare nel sonno degli elementi: uno stato in cui si perde coscienza di sé e in cui si potrebbe continuare ad accumulare fino alla morte.
Versatilità.
La versatilità della magia runica è forte del fatto che si possano manipolare tutti gli aspetti dei fenomeni naturali. Di contro, gli incantesimi sono rigidamente vincolati alla sequenza di rune e l'immagine mentale consente limitati margini di variazione.

La versatilità dell'elementalismo consiste nel fatto che l'incantatore può manipolare l'energia elementale accumulata con ampi margini di creatività e lo farà tanto meglio, quanto più è affinata la sua tecnica di controllo: potenzialmente può ottenere qualsiasi tipo di effetto. Si dice, ed è vero, che non esiste un incantesimo elementale identico a un altro. Di contro, gli incantesimi riguardano un unico elemento. I duomanti, in grado di controllarne due diversi sono rarissimi e chi può farlo contemporaneamente ancora di più.

Per domande e approfondimenti, rivolgetevi a Fagorn, nel post dedicato.

martedì 9 febbraio 2016

I personaggi de' I Registri dell'Arena. Beltramo, lo sventurato.

Beltramo Togniuolo gestiva la storica e gloriosa macelleria di famiglia: questo, prima di cadere in disgrazia e di finire a fare il cacciatore di frode, per poi ritrovarsi a fungere da bestia da soma per i goblin. Ma tutte queste sventure non sono nulla rispetto allo scherzo che gli ha riservato il destino.

I consigli di Beltramo.
Se sei alle prese con una decisione, se il tuo cervello si arrovella su una scelta da compiere, se stai per intraprendere qualcosa, Beltramo saprà consigliarti e metterti in guardia dalle insidie nascoste.
Commenta il post per rimetterti alle sue raccomandazioni.



I personaggi de' I Registri dell'Arena. Fagorn, il Piromastro.

Fagorn è un talentuoso elementalista del fuoco. I suoi modi sono caustici e l'indole irascibile.


Le lezioni del mago.
Se avete domande su come funziona la magia su Xantis non dovete fare altro che chiederlo a lui, commentando questo post. Attenzione, però, a non urtare la sua suscettibilità!

lunedì 8 febbraio 2016

L'angolo dei famigli.

Khiki.
Khiki e un tesorino di Givedon ed è il famiglio di Giro: nulla sulla faccia di Xantis è più importante per lui. Ogni cavian riceve un animaletto come lei al compimento della maggiore età.
Quella nella foto è la mia Khiki, la cavietta peruviana che scorrazzava nel mio studio tenendomi compagnia anche mentre mi dedicavo a scrivere Il Dono del Reietto. Purtroppo, è morta prima che lo finissi, spezzandomi il cuore.

Commentate su questo post per discutere dei famigli presenti nel romanzo e se volete, anche dei vostri.

domenica 7 febbraio 2016

I personaggi de 'I Registri dell'Arena. Giro, il Pellegrino di Givedon

Ecco uno schizzo di Giro. Lascio che sia egli stesso a presentarsi:
«...Girolamo Zopito Alexandre der Bartolommei IV non è un ladruncolo, ma un mastro scassinatore, infiltratore discretissimo, storico nonché esperto senza eguali di cimeli rari, gran musico di corte e alquanto abile schermidore...»


Giro lo sa.
Se avete domande sulla storia, sui personaggi, sui luoghi o sugli artefatti di Xantis, non dovrete fare altro che chiederlo a lui... sempre se siete pronti a sorbirvi le sue enucleazioni.
Commentate su questo post per porre i vostri interrogativi: Giro sarà alquanto lieto di potervi delucidare in merito a essi. Mi raccomando: attenti agli spoiler!

sabato 6 febbraio 2016

L'ambientazione del ciclo I Registri dell'Arena.

Se amate scoprire tutte, ma proprio tutte le cose un po' alla volta, non leggete ciò che segue. Per quanto, abbia prestato particolare attenzione in tal senso, qualche piccolo spoiler è stato inevitabile.


Breve genesi di Xantis.

Tron, il Dio Supremo, stanco di contemplare i suoi stessi prodigi, genera infiniti figli ciascuno dei quali riflette una delle sue illimitate virtù. Ognuno di essi si prodiga nel modellare un mondo e il Padre si compiace nell'osservarli. Tra tutte, quattro sono le creazioni che più lo soddisfano, cioè quelle di Tempèra, Idron, Spiral e Petra. Tron stabilisce che essi dovranno misurarsi in un confronto-scontro su di un unico scenario. Perfetto, per ospitare la Contesa risulta Magicka, il mondo di Energon, fatto di pura energia. Viene scelto perché in esso esiste il tempo che consente il dipanarsi di eventi vincolandoli al suo rigido incedere. Tron stabilisce che ciascuno dei Quattro insemini l'emisfero Nord di Magicka con un piccolo frammento del proprio mondo, detto Lacrima. Inizia la Contesa e, da quei piccoli frammenti. germoglia e si sviluppa l'opera a distanza degli Dei. L'azione di Petra si manifesta nella creazione del suolo, quella di Idron nelle acque che lo ricoprono, quella di Spiral nell'atmosfera che circonda il tutto, mentre l'opera di Tempèra consiste nella divisione del caldo dal freddo: nasce così il mondo di Xantis. Nessuno, neanche Tron, è in grado di decretare il vincitore. Così, vengono generati i Primi Nati: quattro possenti campioni dei rispettivi Dei che crescono a dismisura con il fine di scontrarsi. Il loro inarrestabile sviluppo richiede energia e rischia di annichilire per sempre Xantis. Diventano talmente potenti da resistere alla volontà dei loro creatori che li controllano da mondi remoti attraverso varchi inter-dimensionali non più adeguati allo scopo. I Primi Nati decidono di non compromettere il mondo che loro stessi hanno contribuito a forgiare: di comune accordo, si assopiscono ponendo dei formidabili guardiani a vegliare sul perdurare del loro sonno. Finisce così la Prima Guerra dei Quattro.

Tron vuole decretare un vincitore, così, Energon per appagarlo, genera gli elfi grigi. Sono esseri assai meno potenti dei Primi Nati, ma potenzialmente in grado di poterli risvegliare e assoggettare. Le prime otto generazioni, chiamate, Dharta, vivono lontano dalla Contesa su un satellite chiamato Luna Clessidra e, tra le altre cose, hanno il compito di registrare in forma narrata tutti gli eventi. Nonostante l'opera dei quattro modifichi gli elfi stessi per servirli meglio, nessuno riesce nell'intento di destare un Primo Nato, o meglio a farlo in maniera sufficientemente duratura per stabilire la supremazia su Xantis. L'esperimento fallisce e così si conclude anche la Seconda Guerra dei Quattro.

Ignorando le rimostranze di Energon, Tron decide di allargare la Contesa ad altre divinità, gli Esterni, che, attraverso una Luna Portale, inviano ciascuno una creatura del loro mondo per colonizzarlo, l'Emissario. Tali creature, svolgono il proprio mandato per poi annichilirsi, non trovando fonti compatibili di sostentamento in quella dimensione per loro aliena. Vengono generate miriadi di razze e diverse campagne vengono condotte dando luogo alle Guerre degli Esterni. L'azione congiunta di così tante divinità riduce all'osso le energie dell'Arena: i popoli sono stremati e nessuno ha vinto.

A quel punto, interviene Tron che riciclando frammenti di energia vitale di ogni provenienza, forgia l'anima degli esseri umani, le sue volubili creature. Gli ultimi Dei a giungere sono detti della Felicità. Essi si contendono l'anima degli uomini, in quanto splendida creazione del Supremo, con lo scopo di ospitarla nei loro rispettivi mondi nel momento della dipartita.

Il romanzo è ambientato oltre undicimila anni dopo la prima registrazione dei Dharta. Quando, ormai, Xantis, sembra aver trovato una situazione di relativo stallo, senza che nessun vincitore sia stato decretato. Che siano maturi i tempi per un ennesimo intervento divino che conferisca nuova linfa alla Contesa?

Nota. Nel romanzo uso lo stratagemma di individuare come autori dei capitoli diversi Dharta, ciascuno dei quali addetto a registrare gli eventi dal punto di vista di un determinato personaggio. Così, si ottiene una narrazione multi-prospettica e con lo stile che varia adeguandosi al soggetto.
Chiarito ciò, risulta facile intuire che il ciclo si chiami I Registri dell'Arena, perché trattasi di stralci delle registrazioni scritte dai Dharta relativamente a quanto accade su Xantis, l'Arena degli Dei.

venerdì 5 febbraio 2016

Mappa del Regno di Faunna

Ecco la mappa del Regno di Faunna dove si svolgono gli eventi principali narrati nel primo romanzo de' I Registri dell'Arena: Il Dono del Reietto. A breve, usciranno altre mappe: nell'ordine, il continente di Auriah in cui Faunna è situata e il Mondo di Xantis.


domenica 31 gennaio 2016

Lavori in corso




Allora, cosa ci uscirà su questo blog?
News.
Mappe del mondo di Xantis.
Illustrazioni.
Approfondimenti sull'ambientazione.
Pubblicazione progressiva del gioco di ruolo La Luna Clessidra (l'eterno incompiuto e che resterà tale... ci tengo).
La possibilità di conversare direttamente con alcuni dei protagonisti del romanzo: così, qualsiasi, sia il vostro problema, potrete chiedere spiegazioni a Giro, litigare con Fagorn, farvi ravvedere da Beltramo o, in ultima istanza, prendervela con Djeek...
Forse, gli obiettivi che mi sono posto sono troppo ambiziosi, ma come potete vedere, ho ingaggiato il leggendario Maxim Misterio in persona e, per lui, nulla è impossibile.



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Commentate su questo post se desiderate fornirmi altre idee da implementare sul blog.